Sabato 7 maggio alle ore 16, presso Palazzo Sarriod de La Tour a Costigliole Saluzzo, avrà luogo l’inaugurazione della mostra a cura di Enrica Gorgone, “Giancarlo Risso. Coun martel e ‘scoupel da ën prënsipi a la fin”. La mostra sarà aperta fino al 29 maggio tutte le domeniche dalle ore 14,30 alle 19. Ogni sabato e domenica pomeriggio è previsto lo svolgimento dell’attività didattica “Lezioni di scultura con l’artista” (solo su prenotazione, telefonando al 338/5089293, minimo 10 partecipanti). L’iniziativa è organizzata dall’associazione culturale Auriate in collaborazione con l’associazione culturale Marcovaldo, grazie al contributo della Regione Piemonte, del Comune di Costigliole Saluzzo e della Fondazione Crt. L’ingresso è libero. Per informazioni telefonare al numero verde 800 329 329.
“Da più di quarant’anni Giancarlo Risso dialoga con la tradizione e la sostanza del suo territorio – scrive la curatrice Enrica Gorgone -. La Valle Vermenagna, il Vermenera così come il Roya ed il Maira sono gli spazi del primigenio incontro epifanico laddove domande, opinioni ed ispirazioni iniziano a prendere forma; la pietra, naturalmente plasmata ed offerta, comincia qui ad imporsi e a favorire lo scambio dialogico che la condurrà alla rigenerazione della propria esistenza. La ruvida personalità del minerale, allo scultore ben nota e da questi sempre rispettata, trascina verso un serrato dibattito che, tanto nel luogo dell’incontro quanto negli spazi domestici presso la cittadina di Robilante, sfocia in un’armonica, inscindibile mescolanza d’intenti. L’unicità dell’argomentazione, la gestualità devozionale e l’urgenza di dar voce ad ancestrali rituali culmina nella completezza di un esito che Risso stesso identifica quale diretto discendente del proprio sentire”.
“L’antica memoria celtica – continua -, l’architettura montana di tradizione medioevale, il timbro antropomorfico potenzialmente espresso dalla sagomatura originaria, l’energia cosmica del vissuto determinano qui la selezione di una particolareggiata ricerca scultorea che nel masso, nel legno pietrificato dall’acqua e nel metallo trovano privilegiata corrispondenza. Lo spirito vitale di cui è intrisa la materia grezza assume, nelle mani dello scultore, immediata forma; sbozzata e incisa procede nel suo cammino di trasformazione e cede il passo ad una connotazione visiva che pare, da sempre aver abitato in lei. L’elemento, senza mai dover rinunciare alla propria identità, diviene figuratività simbolica ed identifica, seppur nella serialità rappresentativa, l’essenza esclusiva della Vita”.
“L’impianto d’ascendenza umanistica – conclude - di cui sono intrise le opere proposte evidenziano un settore esclusivo della sensibilità artistica di Giancarlo Risso strutturata su una serie di altri percorsi in continua espansione, laddove la scelta di soggetti storici e mitico-letterari si fonde con la polimatericità per dar vita ad un nuovo, tratteggiato insieme creativo”.
AURIATE

