SGUARDI CONTEMPORANEI
Uomo e natura nel paesaggio alpino
Sabato 21 novembre alle ore 16, presso le sale auliche di Palazzo Sarriod de la Tour a Costigiole Saluzzo, avrà luogo l'inaugurazione della mostra fotografica "Sguardi contemporanei. Uomo e natura nel paesaggio alpino", studio realizzato da alcuni giovani artisti-fotografi cuneesi sul tema del paesaggio montano (Lara Sappa, Fabio Revetria, Andrea Scarzello e Antonio Magliano) e sulla manipolazione della natura ad opera dell'uomo (Maurizio Alberti). L'esposizione sarà aperta fino al 21 febbraio 2010 tutte le domeniche dalle 14,30 alle 19.
L'ingresso è libero.
"Sguardi contemporanei" è il secondo atto dell'omonima mostra allestita nelle stesse sale dal 16 maggio al 25 ottobre scorso con il proposito di mettere a confronto alcuni tra i più significativi fotografi contemporanei (Alain Balzac, Gabriele Basilico, Franco Fontana, Vittore Fossati, Federico Garolla, Nils-Udo, Stephen Roach, Michel Séméniako) su un tema importante come quello del paesaggio. Entrambe le esposizioni sono state organizzate dall'associazione culturale Auriate in collaborazione con l'associazione culturale Marcovaldo e rientrano nell'ambito delle attività di comunicazione dei cantieri-scuola del programma Obbiettivo Cooperazione Territoriale Europea (Italia-Francia) Alcotra 2007-2013 progetto "Route de LA PIERRE SECHE".
"Sguardi contemporanei. Uomo e natura nel paesaggio alpino" si divide in tre diverse sezioni.
In "Alpi al centro" Andrea Scarzella e Antonio Magliano propongono immagini delle Alpi viste in un'ottica diversa da quella tradizionale, che ripropone scorci ormai consueti.
L'intento del lavoro dei due giovani fotografi cuneesi è quello di collocare le Alpi al centro dell'attenzione della società contemporanea, restituendo loro la funzione strategica che da sempre
hanno avuto in diversi settori: comunicazioni, energia, acqua...
In "Vita d'alpeggio", invece, Fabio Revetria e Lara Sappa presentano un progetto nato con la volontà di dare visibilità ad un mondo ancora in parte sconosciuto. Il risultato è un
ricco repertorio di scatti che tentano di ricostruire per immagini un modo di vivere straordinario e durissimo che persiste; una sorta di diario che vuole raccontare la poesia e il lavoro di
quella fetta di tempo che va da San Giovanni fino a San Michele.
In "Arte e Natura", infine, Maurizio Alberti riflette sul grave danno che la società industrializzata e tecnologica sta arrecando al paesaggio, la cui coscienza è maturata sempre
più in questi ultimi anni. Da qui l'esigenza dell'artista contemporaneo di un'opera fatta di Natura e a partire da essa. La fotografia svolge un lavoro essenziale, non solo come mezzo di
documentazione bensì come complemento del lavoro dell'artista. Attraverso la fotografia la Natura può testimoniare nel tempo la sua arte effimera.
AURIATE

